
Significa, in altre parole, avere una prospettiva lungimirante che miri a non esaurire le risorse di cui disponiamo ma a preservarle per le generazioni future.
In questa ottica, la valutazione del ciclo di vita – il cosiddetto Life Cycle Assessment (LCA) – assume un rilievo fondamentale, anche in considerazione del fatto che i vantaggi e le potenzialità dell’approccio al ciclo di vita vanno ben oltre la loro applicazione ai prodotti e ai servizi (ambiti in cui è stato originariamente sviluppato).
La recente pubblicazione delle norme ISO 14072 e ISO 14075 ne sono una testimonianza concreta.
La UNI ISO 14072:2025 (“Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida per la valutazione del ciclo di vita di un’organizzazione”) estende ugualmente il campo di applicazione dell’LCA alle organizzazioni.
Una LCA organizzativa (OLCA – Organizational Life Cycle Assessment), in questo senso, sembra essere ancora più articolata.
C’è infatti più di un ciclo di vita del prodotto da seguire, poiché la maggior parte delle organizzazioni è impegnata in diversi cicli di vita del prodotto in misura diversa e gran parte dell’impatto ambientale può risiedere al di fuori della portata di una singola organizzazione, a monte e a valle della catena del valore.
Ciò significa che la UNI ISO 14072 estende l’applicazione delle norme UNI EN ISO 14040 (“Valutazione del ciclo di vita – Principi e quadro di riferimento”) e UNI EN ISO 14044 (“Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida”) a tutte le attività dell’organizzazione, il che significa che l’unità di reporting (rendicontazione) del sistema consente di coprire diversi prodotti e processi unitari di qualsiasi organizzazione nell’ambito dello stesso studio LCA.
La UNI ISO 14075:2025 (“Gestione ambientale – Principi e quadro per la valutazione del ciclo di vita sociale”) fornisce requisiti e indicazioni per gli operatori del settore industriale, governativo, universitario e delle organizzazioni non governative (ONG) per lo sviluppo e l’implementazione efficiente e credibile di pratiche per la valutazione degli impatti sociali.
Una valutazione sociale del ciclo di vita (S-LCA) può infatti aiutare a:
- valutare l’entità e la significatività dei potenziali impatti sociali di un sistema di prodotti;
- analizzare i potenziali impatti sociali attuali associati a un sistema o prevedere i potenziali impatti sociali futuri.
Le due norme vengono dunque a tracciare un quadro più completo della valutazione del ciclo di vita, facendolo sempre più aderire a realtà complesse in cui le organizzazioni operano e in cui prodotti e servizi trovano applicazione. (Fonte: https://www.uni.com/)